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No alla legge ammazza blog

No alla legge ammazza blog
ROMA – Torna il disegno di legge sulle intercettazioni e torna con la contestata norma “ammazza blog”. In sintesi, ogni gestore di “sito informatico” (dai quotidiani online, ai blog quindi) ha l’obbligo di rettificare ogni contenuto pubblicato sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto in questione. Senza possibilità di replicare quindi, bisogna semplicemente pubblicare la rettifica, che sia fondata o meno. Altrimenti si rischiano fino a 12 mila euro di sanzione. Ecco il testo: “Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. In pratica qualsiasi contenuto sul web diventerebbe censurabile con l’invio di una semplice email. Sul ddl intercettazioni il governo ha particolare fretta: non è escluso che venga blindato con la fiducia e approvato in tempi rapidi senza emendamenti. Fonte :Blitz quotidiano

giovedì 24 febbraio 2011

Aspic di frutta

Vista la ricetta precedente ho deciso di mettere le ricetta dell'Aspic perchè così potete utilizzare gli agrumi sbucciati che vanno consumati in fretta.

Ingredienti:
- succo o spremuta di frutta (le dosi di tutto il resto dipendono direttamente dalla quantità di succo a disposizione);
- acqua, 1 lt per ogni litro di succo;
- 100/150 gr di zucchero per ogni lt d'acqua (poi dipende dai gusti a me piace poco dolce);
- colla di pesce 24 gr per ogni litro di liquido (misto succo e acqua);
- 1 bicchierino di cointreau o limoncello o qualsiasi altro liquore a base di frutta; 
- frutta fresca varia di stagione.


Preparazione:
Sbucciate e tagliate la frutta a pezzettini e disponetele in uno stampo, per dolci a freddo, nel modo che più vi piace. Mettete la colla di pesce ad ammollare nell'acqua fredda per qualche minuto. Scaldate l'acqua e lo zucchero in un pentolino a fuoco finchè lo zucchero non è completamente sciolto senza farla arrivare ad ebollizione. Tirate fuori dall'acqua fredda la colla di pesce strizzatela e sciogletela in un pentolino a fuoco bassissimo, quando e tutta sciolta aggiungetela all'acqua e zucchero mescolando per non far formare grumi, dopo aggiungete al tutto il succo di frutta e mescolate. Versate il liquido nello stampo per dolci con la frutta e lasciate che il tutto si raffreddi. Una volta a temperatura ambiente, mettere in frigo lo stampo per almeno un paio d'ore per far solidificare bene la gelatina. Una volta solida sarà possibile capovolgere lo stampo su un piatto.

immagine presa da RICETTE TIPICHE. COM (temporanea)

mercoledì 23 febbraio 2011

Scorzette di agrumi candite, ricoperte di cioccolato.

Una delle cose più buone che mi sia riuscito di fare, mille volte meglio di quelle comprate, ma un difetto: più di 24h per farle, due minuti per mangiarle!
Le dosi sono un pò a cavolo perchè di solito le faccio a occhio, però cercherò di qualtificarle!

Ingredienti:
- Scorze di agrumi (arance, mandarini, limoni, cedri, quello che volete) abbastanza da riempire una pentola di media misura per 3/4 tagliate a strisce di 2cm di larghezza circa (i cedri con tutto il callo bianco, tagliati formato caramella);
- zucchero, 250 gr circa per ogni litro d'aqua usata;
- acqua;
- cannella a stecche intere;
- cioccolato fondente 1 kg circa (tanto se avanza non importa);
- burro.

Preparazione:
Mettete le scorze di agrumi nella pentola e versatevi sopra l'acqua un litro alla volta finchè non copre di un millemetro le scorze (siccome galleggiano tenetele giù con un cucchiaio), aggiugete lo zucchero a seconda di quanta acqua avete usato e una stecca di cannella. Accendete il fuoco e portate ad ebollizione, dopodichè abbassate la fiamma al minimo e fate asciugare l'acqua, finchè non sarà diventata uno sciroppo gelatinoso, mescolando di tanto in tanto molto delicatamente. Ripetete l'operazione dalle due alle tre volte, finche le scorze non saranno diventate trasparenti come caramelle gommose. Mettele ad asciugare sulla carta da forno (se no si appiccicano) per circa 24h, devono perdere la viscosità ma lo zucchero non deve ri-cristallizzare se no diventano granulose.
Asciugate al punto giusto sono pronte per essere passate nel cioccolato.
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria, 200gr alla volta per evitare di sprecarlo con mezzo cucchino di burro, a fuoco bassissimo e controllare l'acqua in continuazione, non deve bollire, quindi dovete accendere a spegnare il fuoco periodicamente perchè se la temperatura è troppo alta il cioccolato brucia e diventa granuloso.
Prendete le scorzette, ad una ad una, e immergetele nel cioccolato fuso, tiratele su con uno stuzzicadenti fatele colare qualche secondo e mettetele su un piatto ricoperto di carta da forno (anche qui per facilitare la rimozone una volta asciutte). Finito di ricoprire le scorze mettetele in frigo per dieci minuti e saranno pronte.
Conviene sempre farne il più possibile perchè vanno via ad una velocità mostruosa.

immagine presa da GUSTO BLOG.IT (temporanea)




P.S. Se non sapete cosa fare con tutti gli agrumi sbucciati, potete fare l'Aspic di frutta.

lunedì 21 febbraio 2011

Ecco chi ha ucciso i sette capodogli

da: Informare per resistere del: 21 Febbraio 2011   di: Gianni Lannes


CET capodogli Gargano 1 foto Gianni Lannes 300x199 Ecco chi ha ucciso i sette capodogli
Carcassa di uno dei 7 capodogli spiaggiati il 10 dicembre 2009 sulle spiagge del Gargano (foto di Gianni Lannes)
Mare Adriatico che accarezza la montagna del sole quando infuria il Maestrale. Ora la scienza ha chiarito. «I sette capodogli spiaggiati il 10 dicembre 2009sulle spiagge del Gargano sono deceduti a causa di un’embolia gassosa a livello coronarico» rivela Vincenzo Olivieri, cetologo di professione e chiara fama. Altro che “soffocamento a causa dei sacchetti di plastica ingeriti”, come aveva repentinamente sostenuto a tavolino, senza uno straccio di prova e senza neanche un sopralluogo, Giuseppe Nascetti, laureato in scienze biologiche. Il pro rettore dell’università La Tuscia aveva dichiarato che «quattro capodogli sono deceduti per aver ingerito buste di plastica».  L’esperto in questione ha mentito, poiché sono stati sottoposti ad autopsia soltanto due esemplari.  Nascetti è lo stesso tecnico collaboratore dell’Enea alla Casaccia, uno dei più grandi depositi di rifiuti nucleari.
Perché depistare? “Si trattava di un branco di esemplari maschi in ottimo stato vegetativo” spiega il professor Olivieri “Vivevano e si riproducevano nello Jonio, tra l’Italia e la Grecia. Non a caso erano stati foto-identificati da colleghi ellenici qualche anno prima del tragico incidente. Sono fuggiti all’impazzata da una potente minaccia acustica per andare a morire sull’istmo di Varano”.
La letteratura scientifica documenta che «l’affondo sonoro dei sonar militari spaventa i cetacei e li spinge ad una risalita troppo rapida, in cui trovano frequentemente la morte». I cetacei sono estremamente dipendenti dall’udito per la loro sopravvivenza. Molti esperti sono preoccupati  dall’inquinamento acustico causato dalla navigazione, dalle rilevazioni sismiche, dalle trivellazioni per l’estrazione degli idrocarburi, dalle costruzioni marine e dai dispositivi sonar (lavorano a medie frequenze).
Singolare coincidenza. Il governo Berlusconi aveva offerto il via libera, dal 25 novembre al 13 dicembre 2009 -con il silenzio-assenso del governatore pugliese Nichi Vendola che, precedentemente aveva autorizzato la caccia agli idrocarburi in tutta la regione Puglia- alla ricerca di petrolio medianteair gun’, ovvero cannoni pneumatici che sparano onde acustiche sui fondali per valutare la risposta sismica.
Il nome della nave -battente bandiera olandese- responsabile diretta della strage è ‘Pelagia’.
Prove? A iosa,  per ordini superiori, col pretesto della ‘ricerca scientifica’.
Ecco cosa attesta l’ordinanza numero 58/2009 emessa il 23 novembre 2009, dal capitano di fregata Giovanni Scattola, a capo della Guardia Costiera di Gallipoli: «Vista la nota verbale n° ROM/2009/EA-123 data 08 settembre 2009, trasmessa con dispaccio n° 06.01/0081421 datato 12/10/2009 del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, con la quale l’Ambasciata del regno dei Paesi Bassi, inoltra la richiesta di autorizzazione per la nave di ricerca denominata “PELAGIA”, ad effettuare le attività di carattere scientifico nel quadro del programma “MOCCHIA” DAL 25 novembre al 13 dicembre 2009 (…) RITENUTO necessario regolamentare lo svolgimento delle operazioni di ispezioni sismiche nelle acque di giurisdizione di questo Circondario Marittimo (…)».
Ordinanza identica -numero 7172009- aveva resa nota -in data 24 novembre 2009- il comandante dell’Ufficio Circondariale marittimo di Otranto, tenente di vascello Donato Ostuni. Nel telex del 9 novembre 2009, inviato da Maridipart a Maristat (Stato Maggiore della Marina) si legge: «Si porta all’attenzione di codesto Stato Maggiore che le aree della campagna insistono su zone di esercitazione permanenti (…) dall’esame del carteggio emerge che parte dell’area in cui è intendimento svolgere lavori di campionamento, insistono alcune aree denominate area impiegata per il rilascio di ordigni da parte di aeromobili Nato presenti nel Centro/Meridionale dell’Adriatico tra l’Italia e il territorio croato, da Vieste verso Sud, che sarebbe auspicabile, da parte della nave Pelagia, apportare le varianti alla zona di campionamento».
In un telex militare precedente (22 ottobre 2009) trasmesso da Maristat al ministero degli Affari Esteri ed a varie altre autorità militari, è scritto: «l’attività di nave Pelagia in tali zone potrebbe essere sospesa in caso di attivazione delle stesse aree per attività militari».
Ma che effetti produce sull’ecosistema e sulle creature marine? “Questi metodi invasivi di prospezione si basano su fenomeni di riflessione e rifrazione delle onde elastiche generate da una sorgente artificiale, la cui velocità di propagazione dipende dal tipo di roccia, ed è variabile tra i 1.500 metri al secondo e i 7.000 m/s. Questa sorgente artificiale dà luogo ad un’onda d’urto che si propaga sui fondali”, argomenta l’ingegnere ambientale Giuseppe De LeonibusLa sorgente ad aria compressa detta ‘Air Gun’, utilizzata in quasi tutti i rilievi sismici marini. Tale metodica di ricerca è ufficialmente annoverata tra le forme riconosciute di inquinamento dalla proposta di Direttiva numero 2006/16976 recante gli indirizzi della strategia comunitaria per la difesa del mare. A ridosso degli air-gun si possono misurare picchi di pressione dell’ordine di 230 decibel e anche più che danneggiano soprattutto i mammiferi marini”.
CET Capodogli Gargano 3 foto Gianni Lannes 300x199 Ecco chi ha ucciso i sette capodogli
Resti di uno dei 7 capodogli spiaggiati il 10 dicembre 2009 sulle spiagge del Gargano (foto di Gianni Lannes)
Resti di uno dei 7 capodogli spiaggiati il 10 dicembre 2009 sulle spiagge del Gargano (foto di Gianni Lannes)
La marina militare degli Stati uniti d’America attualmente sta sperimentando dei cannoni pneumatici che sparano sugli abissi onde sonore fino a 270 decibel con intervalli di 20 secondi. La tolleranza acustica massima dei capodogli è di 150 decibel. La Cetacean International Society pubblica bollettini di cetacei uccisi da questo tipo di sperimentazione. Tra l’altro questo organismo scientifico, indipendente da lobby economiche e governi, hadenunciato una dozzina di esperimenti realizzati in gran segreto dall’Alleanza atlantica (Nato) nel mar Ligure. Contaminazione causata non solo dai cannoni acustici calibrati, ma anche dai meno conosciuti Surtass Lfai dell’US Navy e della Nato. Si tratta di sistemi sonori per individuare sommergibili con uso di onde sonore di 250 decibel a bassa frequenza di 450-750 Hz. I ministri Stefania Prestigiacomo (Ambiente) e Ignazio La Russa(Difesa) tacciono: risultano non pervenuti, anzi latitanti.
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GIOCHI DI GUERRA CONTRO I CETACEI
Greenpeace ieri ha denunciato lo spiaggiamento di due cetacei, due rari esemplari di zifio, sulle coste vicino Siracusa, mentre è in corso un’esercitazione NATO con uso di apparecchiature sonar.
Questo spiaggiamento”, afferma il velista Giovanni Soldininon è una coincidenza. Anche se non ci sono prove certe, non sarebbe la prima volta che questi cetacei spiaggiano perché disturbati da sonar militari. I nostri mari sono già in un grave stato di degrado: è doveroso prendere ogni misura necessaria per evitare che le minacce aumentino”.
I due animali, due zifi di 6 e 8 metri, sono stati recuperati vivi e riportati al largo dalla Guardia Costiera.  L’operazione militare, nota come ‘Proud Manta 11’, continuerà fino a domani 17 febbraio, con l’impiego di sei sommergibili e sofisticate apparecchiature sonar.
Lo scorso settembre Greenpeace aveva lanciato l’allarme perché la NATO è stata autorizzata a sperimentare attrezzature sonar subacquee addirittura nelle acque di Pianosa, nel Parco dell’Arcipelago Toscano e dentro il Santuario dei Cetacei. A seguito delle proteste, l’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano ha inviato all’organizzazione un documento con cui il NATO Undersea Research Center (NURC) di La Spezia sostiene di aver provveduto a minimizzare gli «effetti nocivi sui mammiferi marini delle sperimentazioni che prevedono suoni sottomarini». Il documento parla esplicitamente di ‘spiaggiamenti in massa di zifi’, ma poi afferma che «la relazione specifica di causa ed effetto tra l’uso del sonar e gli spiaggiamenti di mammiferi marini è ancora ignota». Eppure che questa relazione ci sia è certo, almeno da quando nel 2002 al largo delle Isole Canarie, durante un’esercitazione NATO ben 27 zifi spiaggiarono e 14 morirono. Dopo il drammatico episodio,  il Governo spagnolo decise di interdire la zona a queste pericolose attività.
E’ evidente che le procedure usate dalla NATO” conclude Giorgia Monti, responsabile campagna Mare “non garantiscono alcuna sicurezza per i cetacei. Queste esercitazioni sono pericolose e il fatto che non siano vietate in aree protette, come il Santuario dei cetacei, è un’inaccettabile scempio”.
I sonar militari possono provocare effetti sui cetacei fino a 100 chilometri di distanza, producendo non solo disorientamento, ma molto spesso danni fisici che possono causarne anche la morte. Greenpeace chiede al Ministero dell’Ambiente di fare chiarezza sullo spiaggiamento di Siracusae di vietare queste esercitazioni soprattutto nelle aree in cui gli zifi sono più diffusi: lo Ionio e l’alto Tirreno. In particolare, Greenpeace chiede con forza l’immediata revoca dell’autorizzazione alle esercitazioni NATO/NURC a Pianosa e in tutto il Santuario dei Cetacei che è rimasto un ‘parco di carta’ per troppo tempo! Proprio in questi giorni si svolgeranno nel bel mezzo del Santuario, di fronte La Spezia, delle esercitazioni militari che prevedono l’utilizzo di un sommergibile e il lancio di un siluro. Sono state richieste le dovute garanzie che tali manovre non sono pericolose per i cetacei dell’area?
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PER IL RIGASSIFICATORE DI LIVORNO IL MINISTERO CHE HA ISTITUITO IL SANTUARIO DEI CETACEI ORA DICE CHE QUI NON CI SONO CETACEI
Una balena è morta sul litorale tra Pisa e Livorno il 28 gennaio 2011, un rigassificatore off-shore è in progetto proprio davanti a queste coste. La Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente ha dichiarato che nell’area non ci sarebbero cetacei! La tragedia della morte di questa balena smaschera le bugie del Ministero che, per autorizzare la costruzione del primo sito industriale off-shore nel bel mezzo del Santuario dei Cetacei, aveva dichiarato che quinel  ‘Santuario per i mammiferi marini’ istituito nel ’91 dallo stesso Ministero- di cetacei non ce ne sono
Nel 2006 i guerrieri dell’arcobaleno avevano evidenziato che  diversi cetacei erano stati osservati a poche centinaia di metri dal sito.
L’11 ottobre 2011 si celebra il decimo anniversario dalla legge italiana di ratifica dell’Accordo sul Santuario siglato da Italia, Francia e Monaco, ma l’area è ancora minacciata da traffico marittimo e inquinamento che, tra l’altro, sono in aumento. Davanti all’inattività delMinistero dell’AmbienteGreenpeace ha chiesto alle Regioni che si affacciano sull’area di intervenire. Risposte concrete ancora non ne abbiamo avute: stanno aspettando che le balene muoiano tutte prima di fare qualcosa?
http://costruendo.lindro.it/2011/02/16/ecco-chi-ha-ucciso-i-sette-capodogli/




sabato 19 febbraio 2011

Pesce spada al piatto

Questa è una ricetta, semplicissima e assolutamente dietetica, ma, nonostante tutto credo che sia il modo che preferisco di mangiare il pescespada.


Ingredienti per 3 persone:

- 3 fette di pesce spada (freschissimo ovviamente);
- olio;
- aglio;
- sale; 
- prezzemolo.


Preparazione:

Il pesce spada va cotto a bagnomaria, per cui mettete sul fuoco una pentola abbastanza larga da poter sorreggere un piatto grande abbastanza da contenere le fette di pesce comodamente e riempitela per un terzo di acqua, mettetela sul fuoco e copritela col piatto.
Spolverate il fondo del piatto con il sale, un filo d'olio e due spicchi d'aglio interni appena un pò schiacciati, adagiatevi sopra le fette di pesce senza sovrapporle, spolverate la parte superiore del pesce con un altro pizzico di sale e guarnire il tutto con abbondante prezzemolo.
Coprite il piatto con un coperchio e lasciate che il pesce cuocia, ribaltanto le fette a metà cottura (circa 10 minuti), il pesce avrà un colore bianco rosato e un odore che scioglerebbe chiunque.







Sanremo: Lega e centrodestra insorgono contro Benigni





«Fa semplicemente schifo il prostituirsi di un artista alle esigenze della retorica di una parte del Paese contro l'altra».
A parlare è Mario Borghezio, l'europarlamentare della Lega Nord, riguardo la partecipazione di Roberto Benigni questa sera al Festival di Sanremo.
Borghezio, ospite del programma online su Youtube, "KlausCondicio", ha spiegato che, a lui, «Morandi fa pena», non lo reputa un profittatore ma solo «un agit-prop comunista rimasto ancorato anche per motivi di famiglia alla sua provenienza». «Il che- aggiunge - fa persino un po' pena».
L'attacco vero e proprio è rivolto però al mattatore toscano che, a detta del leghista, «prende un sacco di soldi per fare uno spettacolo di untuoso ossequio ai valori risorgimentali e alla retorica del Risorgimento».
Ma non è finita qua. Quando Klaus Davi domanda: «Perché un artista come Benigni può arrivare a prostituirsi?».
Borghezio risponde: «Perché purtroppo questi signori sono dei marchettari dal punto di vista dell'etica. Mi sembra irriconoscibile il Benigni che fece un figurone con il bellissimo film "La vita è bella"; facendo questa partaccia a Sanremo dimostra che al di là di momenti di grandissima arte in realtà si comporta da guitto».
E quando il conduttore di Klauscondico lo incalza, domandandogli se: «E' più grave quello che fa Benigni, rispetto alle presunte prostitute di Arcore, come Ruby e la Polanco...» Borghezio si fa serio e senza scomporsi afferma che non vorrebbe essere il genitore di queste ragazze, che però «hanno certamente più dignità di Benigni perché molto giovani e fortemente condizionate da questa cultura veicolata dai mass media. Mentre un artista che ha dimostrato di essere di notevole livello, non deve comportarsi come un mercenario».
Le polemiche leghiste non si fermano certo a Borghezio: "l'insurrezione" del popolo padano nasce dal blackout video che ha colpito tutta la zona del comasco e dell'Alto Adige proprio durante l'esibizione di quello che molti considerano un loro beniamino Davide Van De Sfroos, che canta in dialetto "leghè", nonostante lui dichiari di essere «politicamente ateo». Peccato che prima di sbarcare a Sanremo abbia girato in lungo e in largo il Nord in un tour finanziato dal partito di Bossi.

di Elisabetta Ranieri, da Nuovasocietà 




Mi chiedo il sig (se così si può appellare) Borghezio come si possa permettere di criticare, la persona di Roberto Benigni, a cui nessuno si permette si suggerire cosa dire (come se non fosse in grado di pensare con la sua testa), di paragonarlo alle TROIE di Arcore dicendo che queste ultime hanno più dignità e di gettare merda sull'Unità d'Italia e sul Risorgimento. Senza contare poi che bisognerebbe informare questo esimio signore che Roberto Benigni ha devoluto in beneficenza i soldi avuti per il suo intervento al festival. Inoltre getta fango anche sulla figura di Morandi, di cui fin'ora nessuno si era permesso di fare polemiche di tipo politico perchè non ci sono gli spunti in quanto il cantante si è sempre comportato in modo neutro.
Il fatto, che un razzista, secessionista, che odia l'Italia e gli Italiani dal confine sud della pianura padana in giù, si permetta di insultare una delle menti più brillanti del nostro paese E' SEMPLICEMENTE VERGOGNOSO!